Solo Maranhão, Paraíba e Rio Grande do Sul dispongono attualmente di un piano decennale in vigore per la prevenzione e l’eradicazione del lavoro minorile. Negli altri 24 Stati e nel Distretto Federale i piani risultano scaduti, in fase di aggiornamento, ancora da pubblicare oppure del tutto assenti.
È quanto emerge dallo studio “Mappatura dei Piani Statali e del Distretto Federale per la Prevenzione e l’Eradicazione del Lavoro Minorile e la Protezione degli Adolescenti nel Lavoro”, realizzato dal Forum Nazionale per la Prevenzione e l’Eradicazione del Lavoro Minorile (FNPETI).
Secondo il rapporto, l’assenza di una pianificazione aggiornata compromette l’efficacia delle politiche pubbliche, lasciando molti bambini e adolescenti privi di adeguata tutela. Senza obiettivi chiari, monitoraggio costante e coordinamento tra le istituzioni, gli interventi risultano frammentati, difficili da valutare e vulnerabili ai cambiamenti di governo.
La segretaria esecutiva del FNPETI, Katerina Volcov, attribuisce questa situazione soprattutto alla scarsa priorità politica assegnata al tema, alla limitata collaborazione tra le amministrazioni statali, alla riduzione del sostegno governativo e all’indebolimento della società civile, che svolge un ruolo fondamentale nel controllo delle politiche pubbliche.
Lo studio evidenzia inoltre che oltre il 76% dei forum statali non riesce a monitorare con regolarità i risultati delle iniziative esistenti. Tra i principali ostacoli figurano la carenza di risorse finanziarie e umane, l’elevato turnover del personale, la mancanza di pianificazione e l’assenza di sistemi permanenti di valutazione.
Un’ulteriore preoccupazione riguarda la crescita di nuove forme di sfruttamento minorile negli ambienti digitali, in particolare attraverso i social network. Per affrontare questa sfida, il Brasile ha recentemente introdotto il cosiddetto ECA Digital, che aggiorna lo Statuto del Bambino e dell’Adolescente con norme specifiche per la tutela dei minori online e per la regolamentazione delle attività artistiche svolte da bambini e adolescenti.
Il FNPETI propone che tutti gli Stati adottino o aggiornino i propri piani prendendo come riferimento il IV Piano Nazionale per la Prevenzione e l’Eradicazione del Lavoro Minorile, adattandolo alle specifiche realtà territoriali e garantendo risorse economiche, personale qualificato e la partecipazione della società civile e degli stessi adolescenti.
I dati più recenti dell’IBGE mostrano che, alla fine del 2024, in Brasile erano impegnati nel lavoro minorile circa 1,65 milioni di bambini e adolescenti tra i 5 e i 17 anni, con un aumento del 2,1% rispetto al 2023. Di questi, 586 mila svolgevano attività considerate tra le peggiori forme di sfruttamento minorile secondo la normativa brasiliana e le convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.
Il rapporto richiama infine l’urgenza di trasformare la lotta al lavoro minorile in una vera politica di Stato, stabile e indipendente dagli avvicendamenti politici, affinché il Brasile possa rispettare gli impegni assunti nell’ambito dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per l’eliminazione delle peggiori forme di sfruttamento del lavoro infantile.