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L’UE mette sotto pressione Lula: stop alle importazioni di carne dal Brasile

Primo fronte di tensione sul Mercosur: l’accordo commerciale con il Sud America voluto da Ursula von der Leyen riaccende lo scontro sulle regole sanitarie e sull’uso degli antimicrobici negli allevamenti brasiliani.

L’Unione europea alza il livello dello scontro con il Brasile proprio mentre dovrebbe entrare nel vivo l’accordo commerciale con il Mercosur. Al centro della controversia ci sono le produzioni animali brasiliane e, in particolare, l’utilizzo di antimicrobici e farmaci negli allevamenti. Una questione che rischia di trasformarsi nel primo grande ostacolo politico e commerciale al progetto fortemente sostenuto dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

La questione sanitaria è tutt’altro che marginale. Bruxelles pretende infatti che i prodotti destinati al mercato europeo rispettino standard rigorosi, soprattutto per quanto riguarda residui farmacologici e utilizzo di sostanze antimicrobiche. Il Brasile, principale potenza agricola del Sud America, considera invece queste richieste un possibile ostacolo alle proprie esportazioni.

A complicare ulteriormente il quadro è arrivata la posizione di von der Leyen. Secondo quanto riportato nell’articolo, la Commissione europea si appresterebbe a intervenire sulle importazioni di prodotti di origine animale provenienti dal Brasile, proprio mentre l’Europa cerca di dare concretezza all’intesa commerciale con il Mercosur.

L’accordo coinvolge Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay e rappresenta uno dei più ambiziosi progetti di integrazione commerciale tra Europa e Sud America. Ma proprio la sua attuazione rischia ora di mettere in evidenza le profonde differenze tra le normative dei due blocchi.

Il nodo degli antimicrobici

La controversia nasce anche dalla crescente attenzione europea alla riduzione dell’impiego di antibiotici e antimicrobici negli allevamenti. L’obiettivo di Bruxelles è evitare che sul mercato europeo arrivino alimenti prodotti attraverso pratiche considerate incompatibili con gli standard comunitari.

Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto la carne. Le restrizioni possono interessare un’intera filiera di prodotti di origine animale e incidere sui rapporti commerciali con uno dei maggiori esportatori mondiali di carne bovina e avicola.

Per il Brasile la posta in gioco è altissima. Il Paese ha costruito negli anni una parte importante della propria forza economica sulle esportazioni agroalimentari ed è diventato uno dei principali fornitori di carne dei mercati internazionali. Un irrigidimento delle condizioni di accesso al mercato europeo potrebbe quindi avere conseguenze economiche e politiche significative.

Lula: «Non accetteremo pressioni»

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha più volte difeso la sovranità commerciale del Brasile, sostenendo che il Paese non può accettare condizioni che mettano in discussione la propria capacità produttiva.

La vicenda assume così anche una dimensione politica. Da una parte c’è Bruxelles, che insiste sulla necessità di tutelare consumatori, ambiente e standard sanitari; dall’altra il governo brasiliano, che rivendica il diritto di produrre ed esportare secondo le proprie regole, purché i prodotti rispettino i requisiti concordati.

Il paradosso è evidente: proprio nel momento in cui l’Europa dovrebbe rafforzare i rapporti commerciali con il Sud America attraverso il Mercosur, emergono nuove barriere che rischiano di alimentare la diffidenza brasiliana nei confronti di Bruxelles.

Von der Leyen e Lula, un rapporto sempre più difficile

Il confronto tra von der Leyen e Lula arriva dopo mesi nei quali il presidente brasiliano ha manifestato crescente irritazione nei confronti dell’Unione europea. Il leader brasiliano ha accusato Bruxelles di imporre condizioni eccessive ai partner commerciali e ha criticato in particolare le politiche europee legate all’ambiente e alla deforestazione.

Il Brasile guarda inoltre con attenzione al comportamento dell’Europa mentre il Regno Unito, secondo quanto ricordato nell’articolo, ha incrementato le proprie importazioni di carne brasiliana. Il confronto diventa quindi anche geopolitico: se Londra amplia gli scambi con il Brasile mentre Bruxelles introduce nuovi ostacoli, il rischio per l’UE è quello di perdere spazio in un mercato strategico.

La partita del Mercosur, insomma, non è ancora chiusa. E il primo vero banco di prova potrebbe essere proprio quello della carne. Perché dietro una questione apparentemente tecnica — quali farmaci possono essere utilizzati negli allevamenti e quali prodotti possono entrare nel mercato europeo — si nasconde una disputa molto più ampia: chi stabilisce le regole del commercio internazionale e quanto può pesare la normativa europea sui grandi produttori agricoli sudamericani.