A Genova firmati due accordi tra il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, l’Università Federale di Santa Maria e il Quarta Colônia Geoparque Mondial Unesco. Al centro ricerca, cultura e valorizzazione della storia degli italiani in Brasile
La storia dell’emigrazione italiana torna a unire Italia e Brasile. A Genova, il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) ha accolto una delegazione proveniente dal Rio Grande do Sul per avviare nuove forme di collaborazione dedicate alla ricerca, alla cultura e alla valorizzazione del patrimonio lasciato dagli emigrati italiani e dai loro discendenti.
L’incontro rappresenta un ulteriore passo nel rapporto tra le istituzioni italiane e quelle brasiliane, in particolare con il Rio Grande do Sul, uno degli Stati brasiliani dove la presenza della comunità di origine italiana è più radicata e dove la memoria dell’emigrazione continua a essere parte integrante dell’identità culturale e sociale del territorio.
La delegazione brasiliana era composta dalla professoressa Maria Medianeira Padoin e dal professor Jorge Alberto Soares Cruz, dell’Università Federale di Santa Maria (UFSM), e dal geologo e ricercatore Giuseppe Ottria. Gli ospiti hanno incontrato il presidente della Fondazione MEI, Paolo Masini, e lo staff curatoriale del museo.
Dal confronto sono nati due accordi di collaborazione: uno tra la Fondazione MEI e l’Università Federale di Santa Maria e l’altro con il Quarta Colônia Geoparque Mundial da Unesco.
Gli accordi prevedono attività congiunte di ricerca, scambi scientifici e culturali, valorizzazione del patrimonio storico e territoriale e iniziative di internazionalizzazione. Un progetto che punta quindi non soltanto a conservare la memoria del passato, ma anche a trasformarla in uno strumento di conoscenza e collaborazione per il futuro.
Una mostra per raccontare gli italiani della Quarta Colônia
Tra le iniziative già previste c’è la realizzazione al MEI di una mostra multimediale dedicata all’emigrazione italiana nella Quarta Colônia e nel Rio Grande do Sul.
L’esposizione si inserirà nelle celebrazioni per i 150 anni dell’emigrazione italiana nella Quarta Colônia, offrendo l’occasione per raccontare, attraverso documenti, immagini, testimonianze e strumenti multimediali, la storia delle comunità italiane che si insediarono nel Sud del Brasile.
È una storia che non appartiene soltanto agli archivi. È ancora oggi visibile nei cognomi, nelle tradizioni, nelle architetture, nella gastronomia, nelle feste popolari e nelle lingue delle comunità discendenti dagli immigrati italiani.
Durante la visita, la delegazione brasiliana ha inoltre donato al MEI un acquerello del professor emerito di architettura Dilson Sequin, raffigurante una storica abitazione degli immigrati italiani della Quarta Colônia. Un gesto simbolico che arricchisce le collezioni del museo e rafforza il legame culturale tra le due sponde dell’Atlantico.
Dal museo dell’emigrazione al Museo del Mare
La collaborazione non si è limitata al MEI. La delegazione brasiliana ha visitato anche il Galata Museo del Mare, nell’ambito del progetto che riunisce il MEI, Mu.MA e la Lanterna all’interno del polo culturale genovese dedicato al mare e alle migrazioni.
Durante la visita sono stati approfonditi possibili nuovi progetti di collaborazione scientifica e culturale con il presidente del Mu.MA, Marco Ansaldo, e la direttrice Elena Putti.
L’obiettivo è costruire una rete capace di mettere in relazione la storia delle migrazioni con quella della navigazione e dei rapporti tra i popoli. Genova, città storicamente legata al mare e alle partenze verso le Americhe, rappresenta in questo senso un luogo particolarmente significativo.
Il polo culturale genovese riunisce infatti patrimoni e competenze dedicati alla storia delle migrazioni, del mare e della navigazione, creando un percorso che collega la memoria dell’emigrazione italiana alla storia più ampia degli scambi tra Europa e America.
La memoria come patrimonio comune
Gli accordi firmati a Genova assumono un significato che va oltre la semplice collaborazione tra istituzioni.
Per il Brasile, la storia dell’immigrazione italiana rappresenta una componente importante della formazione culturale di numerose comunità, soprattutto negli Stati meridionali. Per l’Italia, invece, il rapporto con le comunità di origine italiana all’estero costituisce una parte fondamentale della propria storia contemporanea.
Oggi, a distanza di generazioni dalle grandi partenze dell’Ottocento e del Novecento, la sfida è trasformare quella memoria in un patrimonio condiviso.
La ricerca storica, gli scambi universitari, le mostre e i progetti culturali possono diventare così strumenti per mantenere vivo il rapporto tra chi partì dall’Italia e i milioni di discendenti che oggi vivono in Brasile.
La collaborazione tra Genova e il Rio Grande do Sul nasce proprio da questa consapevolezza: l’emigrazione non è soltanto una pagina del passato, ma una storia ancora viva, capace di creare nuovi legami tra Italia e Brasile.