MANAUS – L’ottobre del 2026 si sta rivelando un mese drammatico per lo Stato dell’Amazonas, nel nord del Brasile. La combinazione di fattori climatici e pressioni legate alla deforestazione ha provocato un aumento vertiginoso dei focolai di incendio, mettendo a dura prova la biodiversità della foresta pluviale e la salute della popolazione locale.
I dati del Censipam e dell’INPE: un’escalation preoccupante
Secondo i rilevamenti del Centro Operativo e di Gestione del Sistema di Protezione dell’Amazzonia (Censipam) attraverso il Painel do Fogo, nei soli primi dieci giorni di ottobre 2026 lo Stato dell’Amazonas ha registrato 1.380 focolai di incendio. Il dato segna un incremento del 271% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando i focolai rilevati erano stati 372.
Analizzando un arco temporale più ampio, dall’inizio dell’anno fino al 12 ottobre 2026, lo stato ha accumulato complessivamente 7.815 roghi, evidenziando una crescita del 116% rispetto all’anno precedente.
Le cause, l’impatto e lo scontro sui mezzi di soccorso
Dalle analisi condotte dalle autorità ambientali emerge che gran parte dei focolai è legata all’azione umana e alla deforestazione illegale, volte a preparare i terreni per pascoli e colture. I roghi colpiscono aree private, riserve e territori indigeni.
In questo contesto d’emergenza si è aperto un duro scontro istituzionale tra le autorità locali e il governo federale. Il Comando dei Vigili del Fuoco e il Governo dello Stato dell’Amazonas hanno reso noto che il governo federale ha respinto la richiesta formalizzata dallo stato per l’invio di quattro velivoli antincendio (canadair / aerei antincendio). Tali velivoli sono ritenuti indispensabili per raggiungere le aree di foresta più remote e isolate, dove l’intervento da terra risulta impossibile. A seguito della risposta negativa, il governo dello stato si è visto costretto a contrattare autonomamente risorse aeree integrative per sostenere le operazioni.
Dal canto suo, il Ministero dell’Ambiente ha replicato affermando di aver garantito supporto logistico e che la gestione locale aveva in precedenza rinunciato a una parte del contingente a causa di precipitazioni temporanee registrate a fine settembre.
Conseguenze sanitarie ed stato di emergenza
La coltre di fumo generata dagli incendi ha ricoperto ampie zone della regione metropolitana, inclusa la capitale Manaus, portando la qualità dell’aria a livelli classificati come “pessimi”. La situazione ha spinto le autorità sanitarie e la Protezione Civile a raccomandare l’uso di mascherine per le fasce più vulnerabili e, in diversi comuni, alla sospensione delle attività scolastiche.
A fronte dell’aggravarsi della crisi, è stato riconosciuto lo stato di emergenza in decine di municipi dell’Amazonas, con la mobilitazione di centinaia di brigadisti e forze di supporto nel tentativo di contenere le fiamme e limitare i danni ambientali.