Il gruppo brasiliano Be8, tra i principali produttori di biodiesel dell’America Latina, ha scelto Milano come porta d’ingresso nel mercato europeo. L’azienda ha inaugurato una filiale italiana con l’obiettivo di esportare biocarburanti e materie prime sostenibili verso l’Unione Europea, aprendo una nuova fase della propria espansione internazionale.
Con impianti produttivi distribuiti in diversi Stati del Brasile e in Paraguay, Be8 realizza un’ampia gamma di biocarburanti. Tra questi spicca BeVant, un biodiesel di nuova generazione, bidistillato e additivato, progettato per sostituire completamente il gasolio tradizionale senza richiedere modifiche ai motori o alle infrastrutture di rifornimento. In Brasile il carburante è già impiegato in numerose applicazioni industriali e perfino nelle competizioni di Truck Racing, a dimostrazione delle sue prestazioni anche nelle condizioni più impegnative.
Milano come hub europeo
L’apertura della sede italiana rappresenta molto più di una semplice presenza commerciale. Come ha spiegato il presidente del gruppo, Erasmo Carlos Battistella, l’obiettivo è trasformare Milano in un centro logistico per la distribuzione dei prodotti Be8 in Europa, ottenendo nel frattempo tutte le certificazioni richieste dal mercato comunitario.
L’azienda è già al lavoro per conseguire sia la certificazione del Sistema Nazionale di Certificazione (SNC) sia il marchio ISCC EU, indispensabili per dimostrare la sostenibilità della filiera produttiva e accedere al mercato europeo dei biocarburanti.
Battistella non esclude nemmeno un futuro investimento produttivo in Italia, anche se una decisione in tal senso dipenderà dall’evoluzione della domanda europea nei prossimi anni.
L’arrivo in un momento strategico
La scelta del mercato italiano arriva in una fase particolarmente delicata per il settore dei carburanti.
Alla fine di luglio il prezzo medio del gasolio self-service ha sfiorato 2,18 euro al litro, tornando vicino ai livelli record registrati durante la crisi energetica del marzo 2022.
Per limitare l’impatto dell’aumento dei prezzi, il Governo italiano è intervenuto con il Decreto-Legge n. 133 del 27 luglio 2026, introducendo una riduzione temporanea delle accise sul gasolio di 17 centesimi al litro e prorogando il credito d’imposta destinato alle imprese di autotrasporto maggiormente colpite dall’aumento del costo del carburante.
In questo scenario, un’alternativa economicamente competitiva al diesel fossile potrebbe trovare un mercato particolarmente ricettivo.
BeVant guarda ai camion
La strategia commerciale di Be8 è chiaramente orientata al settore del trasporto pesante.
Secondo l’azienda, BeVant può essere utilizzato come sostituto diretto del gasolio senza interventi sui motori diesel esistenti né sulle infrastrutture di distribuzione. Una caratteristica che lo differenzia dall’HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), rispetto al quale il gruppo brasiliano sostiene di poter offrire costi di produzione e vendita inferiori.
Anche le politiche energetiche italiane sembrano andare nella stessa direzione.
Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) prevede infatti un ruolo crescente dei biocarburanti avanzati ottenuti da oli alimentari esausti e grassi animali, soprattutto per i settori difficili da elettrificare, come l’autotrasporto pesante.
È proprio questo il modello produttivo adottato da Be8, che raccoglie e trasforma oli di frittura usati, grassi animali e altri residui organici in biodiesel a basso contenuto di zolfo.
Biodiesel e HVO: sul piano fiscale non c’è differenza
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il trattamento fiscale del prodotto.
La normativa italiana chiarisce infatti che il regime agevolato non è riservato esclusivamente all’HVO.
La circolare dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, emanata in attuazione del D.Lgs. 43/2025 e del decreto interministeriale del 14 maggio 2025, stabilisce che il principio della “tassazione per equivalenza” si applica sia ai gasoli paraffinici ottenuti mediante idrotrattamento (HVO), sia al biodiesel puro appartenente alla categoria doganale NC 3826 0010, nella quale rientrano anche i biodiesel di tipo FAME come BeVant.
Se il carburante è prodotto esclusivamente con materie prime avanzate indicate nell’Allegato IX della Direttiva europea RED II e soddisfa tutti i requisiti di sostenibilità previsti dalla normativa comunitaria, beneficia della medesima accisa agevolata:
- 617,40 euro ogni 1.000 litri, contro i 632,40 euro dell’aliquota ordinaria.
Inoltre, il biodiesel puro certificato può accedere allo stesso sistema di rimborso delle accise previsto per il gasolio e per l’HVO utilizzati dagli autotrasportatori professionali.
Per le aziende di trasporto questo significa che un carburante come BeVant, purché accompagnato dalla documentazione di sostenibilità richiesta, può garantire non solo un minore impatto ambientale ma anche gli stessi vantaggi fiscali riconosciuti agli altri biocarburanti avanzati.
La sfida della tracciabilità
L’elemento decisivo non sarà tanto la qualità del prodotto quanto la capacità di garantirne la completa tracciabilità.
La stessa Agenzia delle Dogane evidenzia infatti come il principale problema operativo riguardi la gestione dei depositi fiscali, dove biocarburanti con regimi tributari differenti possono essere movimentati negli stessi impianti.
Per ottenere il beneficio fiscale diventa quindi fondamentale poter dimostrare, attraverso certificazioni di sostenibilità, documentazione elettronica di trasporto (e-DAS ed e-AD) e sistemi di tracciabilità, l’origine delle materie prime utilizzate.
Per Be8 questo rappresenta uno dei principali passaggi da superare per affermarsi sul mercato europeo.
Opportunità e incognite
Per il momento la presenza italiana del gruppo brasiliano è limitata alla funzione commerciale e logistica. Non sono ancora previsti impianti produttivi nel nostro Paese e resta da valutare quanto i costi del trasporto transatlantico possano incidere sulla competitività rispetto ai produttori europei di HVO già presenti sul mercato.
Tuttavia, un eventuale consolidamento dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur potrebbe favorire nei prossimi anni gli scambi di biocarburanti tra Brasile ed Europa, migliorando la competitività delle esportazioni brasiliane.
Lo sbarco di Be8 arriva dunque in un momento cruciale: mentre il prezzo del gasolio torna al centro del dibattito economico e politico, il settore dell’autotrasporto è sempre più alla ricerca di soluzioni capaci di ridurre le emissioni senza imporre costosi rinnovi delle flotte.
Se BeVant riuscirà a mantenere le promesse in termini di costo, sostenibilità e semplicità di utilizzo, il biodiesel brasiliano potrebbe ritagliarsi uno spazio significativo anche sulle strade italiane.