Urna elettronica in Brasile

Uso dell’IA e Campagna elettorale in Brasile.

Il Brasile si appresta alle elezioni del 4 ottobre 2026 con un quadro normativo sull’IA tra i più severi al mondo, imposto dal Tribunale Superiore Elettorale (TSE) per contrastare la disinformazione e l’influenza automatizzata sul voto. Le nuove regole, entrate in vigore a marzo, vietano espressamente ai chatbot di fornire raccomandazioni, classifiche o opinioni sui candidati e impongono l’etichettatura obbligatoria di tutti i contenuti sintetici. Il monitoraggio si concentra sulla compliance effettiva dei provider, poiché test condotti a metà aprile 2026 hanno rivelato che diversi assistenti virtuali continuano a generare risposte di preferenza politica, eludendo le restrizioni del TSE.

La Presidenza e Vice-Presidenza sono incarichi a rotazione tra i Ministri del Tribunale Superiore Federale STF.

La presidente passata del TSE, Cármen Lúcia, alla quale è succeduto Nunes Marques, ha definito l’IA una delle principali sfide elettorali, avvertendo che l’uso improprio può “contaminare le elezioni”, specialmente considerando che circa il 10% degli elettori potrebbe utilizzare l’IA per informarsi.

Le misure d’applicazione includono divieti rigorosi nelle fasi finali:

– Divieto di pubblicazione: è proibita la pubblicazione, ripubblicazione e promozione a pagamento di contenuti sintetici nelle 72 ore precedenti il voto e nelle 24 ore successive.

– Responsabilità dei provider: i fornitori di IA devono offrire canali specifici di segnalazione e, in caso di controversie, l’onere della prova può essere invertito a favore del denunciante se la manipolazione digitale è tecnicamente complessa da dimostrare. Propaganda ufficiale: a partire dal 16 agosto 2026, il lavoro sui filtri e sulla tracciabilità dell’IA deve essere consolidato prima dell’apertura formale della campagna.

Il Presidente Lula ha firmato due decreti il 20 maggio 2026 per rafforzare la regolamentazione delle reti sociali e ampliare i poteri di vigilanza sulle big tech in Brasile.  Le nuove norme attuano decisioni del Supremo Tribunale Federale (STF) e attribuiscono alla Autorità Nazionale per la Protezione dei Dati (ANPD) la responsabilità di monitorare il rispetto degli obblighi imposti alla Corte. Moltissimi giornalisti sono in allarme vista la “Dittatura democratica” di Alexander de Moraes ed altri Ministri dell’STF che applicano la censura anche su giornalisti ed alcuni deputati federali conservatori NEL PARLARE IN PARLAMENTO che, in teoria, sarebbero protetti dalla Costituzione.